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Itinerari 

La parola itinerario (di origine latina: iter, itineris - viaggio; ire - andare) vuol dire viaggiare, esattamente ciò che vorremmo voi facciate: un viaggio nel Salento. L'espressione "itinerari nel Salento" è utilizzata per intendere qualcosa di più ampio e generico del semplice itinerario a tappe nella Provincia di Lecce.

Il Salento è ricco di cose da vedere: dai casali di campagna e le masserie fortificate, spesso abbandonati e in totale degrado, ai dolmen e menhir continuamente nominati nelle guide turistiche e in ogni opuscolo riguardante la nostra terra. Ma per chi conosce veramente il territorio del Salento è importante mettere in evidenza ciascuna delle manifestazioni architettoniche, naturali e del paesaggio di questo lembo di terra nel sud della Puglia.

Lo scopo è quello di dare sempre un quadro generale delle possibilità offerte dal territorio Salentino, non tralasciando alcune località o alcuni aspetti perché meno importanti. Percorsi a tema, o viaggi tematici, o tour Salentini non è il nome quanto lo è invece la sostanza: architettura rurale, religiosa e spirituale, oggetti e utensili eredità del nostro passato, tutto quel che è da vedere nelle varie località turistiche e nei dintorni, tour subacquei, manifestazioni del carsismo, la natura mediterranea delle coste, gite in barca, visite guidate, gastronomia, cucina tradizionale, olio e vino, ecc.

 

Gallipoli 

Itinerario storico artistico 

Gallipoli, o Kalè Polis, la Città Bella, come veniva chiamata dagli antichi Greci, è bagnata dal Mar Ionio e sorge sulla costa occidentale della penisola Salentina. Gallipoli è divisa in due zone ben distinte: il "borgo vecchio" e la "città nuova".  Il suggestivo centro storico, munito di un castello e ricco di chiese e palazzi nobiliari del ‘600, si estende su di un'isola collegata alla terraferma da un ponte.

Luogo di incontro: Piazza Matteotti
Punti percorsi dall'itinerario all'interno della cittadina: Fontana Ellenica, Chiesa del Canneto e ingresso al centro storico; Castello Aragonese, uno degli esempi di castelli fortificati del ‘400, con il Rivellino circondato dal mare; Cattedrale Sant'Agata, abbellita da elementi decorativi del repertorio barocco, realizzata in pietra leccese, all’interno ricca di tele e affreschi sui santi e sulla martire Sant'Agata; Riviera disseminata da diverse chiese-oratorio confraternali del ‘500 (Chiesa di San Francesco d’Assisi, Chiesa della Purità, Chiesa del Santissimo Crocifisso e del Rosario).

Durata: una giornata.
Difficoltà: disponibilità alle passeggiate a piedi.
Modalità: in auto e a piedi.
Località interessata: Gallipoli.

 

Alla scoperta di Gallipoli 

Itinerario turistico a Gallipoli: incontro con la guida turistica presso il parcheggio custodito del porto ed inizio della vista a Gallipoli. Città di chiare origini greche (Gallipoli, dal greco kalè polìs, bella città), la storia di Gallipoli dal tardo Antico fino al Medio Evo è oscura, ma già dalla fine del sec. VI abbraccia la latinità. Nel periodo Svevo, Gallipoli si schiera con l'Imperatore contro Roma e resiste energicamente, ma inutilmente agli Angioini che, conquistatala nel 1269, la mortificano devastandola. Ripopolata nel Trecento, nel sec. XV passa agli Aragonesi che la fortificano contro le continue incursioni dei pirati. Nel 1484 è assediata dai Veneziani che tentano di farne una testa di ponte per la conquista della penisola salentina, indispensabile alla Serenissima per il controllo dell'Adriatico. Tra Cinquecento e Settecento, Gallipoli viene potenziata e rafforza il suo ruolo di scalo per i traffici nel Mediterraneo.

Fra Ottocento e Novecento, pur dotandosi di edifici e strutture consone alla sua bellezza, i palazzi, le ville dell'entroterra, il Borgo, Gallipoli perde la sua centralità, trasformandosi in una pittoresca cittadina meridionale. Attualmente, profittando delle sue bellezze artistiche, architettoniche e naturali, la città sta risorgendo, tanto da essere ormai riconosciuta come la "perla dello Ionio".
Entrando nella città vecchia ad uno sguardo sulla sinistra appaiono: la Fontana Greca del sec. XVI, dall'intricata simbologia ed emblema di Gallipoli; la cappella di S. Cristina, luogo di devozione dei pescatori; S. Maria del Canneto del sec. XVII, con un portico addossato all'ingresso e un interessante interno a tre navate. Proseguendo si trova l'imponente castello aragonese, sorto su più antiche fortificazioni. Si tratta di un recinto scarpato, rafforzato da torri e da un avamposto a forma di puntone-torrione, costruito su disegni dell'architetto militare senese Francesco di Giorgio Martini, dopo il ritorno della città agli Aragonesi, alla fine del sec. XV. Superato il castello, per meglio cogliere lo spirito di Gallipoli, è opportuno procedere lungo il perimetro delle mura, percorrendo quindi Riviera C. Colombo, dove sorge la chiesa di S. Francesco di Paola del Seicento, custode di interessanti opere.

Usciti dalla chiesa, tra le due torri di S. Giorgio e S. Benedetto si trova il belvedere, dal quale si "gustano" tramonti unici. Si continua l'itinerario verso "palazzo Tafuri", palazzo del Settecento, arricchito con fini decorazioni Rococò. Si prosegue alla scoperta di alcuni tra gli edifici più belli di Gallipoli: la Chiesa della Purità, del sec. XVII, dalle limpide forme della facciata, con piastrelle maiolicate che ritraggono la Vergine e un vivacissimo e colorato interno; la Chiesa di San Francesco d'Assisi, del XVII- XVIII sec., con una facciata ritmata dai chiaroscuri del tufo locale e un interno impreziosito da notevoli opere d'arte, dai gruppi scultorei alle tele.

Quasi affiancate si trovano: la Chiesa di S. Maria degli Angeli, con una limpida facciata con decorazioni a piastrelle maiolicate e notevoli tele all'interno; la Chiesa del Crocifisso, del sec. XVIII, costruita a devozione dei maestri bottai, animata all'interno dai fasti del barocco, mentre l'esterno si presenta lineare con decorazioni a maiolica.; la Chiesa di S. Domenico al Rosario, ricostruita fra XVII- XVIII sec., con facciata a due ordini incompleta, ma arricchita da nicchie e da un sontuoso interno ad un'unica navata ottagonale, impreziosita da gruppi scultorei e altari finemente decorati; la Chiesa delle Anime, costruita intorno al 1660 e impreziosita da tele e stucchi nei secoli successivi.

Si ritorna così verso il castello, ma l'itinerario prosegue alla volta di altri tesori nascosti di Gallipoli, quali: Palazzo Ravenna del sec. XIX, eretto in belle forme neoclassiche con paraste e colonne binate bianche; la Chiesa del Carmine (sec. XIX); il Palazzo del Seminario (sec. XVIII), con raffinata architettura e ricco di lavori in ferro e legno; la Cattedrale ricostruita intorno al 1630 è il monumento principale del Barocco gallipolino, la facciata scandita da lesene e paraste e divisa in due da una ricchissima cornice, si presenta impreziosita da motivi floreali e statue di santi protettori, nella migliore tradizione del Barocco Leccese.

Poco distante è la Chiesa di S. Teresa d'Avila, dalle linee asciutte e con un interno immerso nella penombra che invita al raccoglimento. Continuando l'itinerario si possono vedere la Chiesa di santa Chiara e l'ex Oratorio dell'Immacolata (S. Angelo), ma ciò che colpisce è il fatto che Gallipoli abbia conservato alcuni scorci splendidi e caratteristici, raccolti attorno a magnifiche architetture civili, quali: il Palazzo Arlotta (sec. XIX) in perfetto stile neoclassico; il Palazzo D'Ospina dal fine gusto Rococò, il Palazzo D'Acugna, d'impianto cinquecentesco con decorazioni sei-settecentesche e uno straordinario frantoio ipogeo; il Museo e la Biblioteca Comunale, ricchi di materiale scientifico e culturale inestimabile. Tornati indietro, si esce da Gallipoli vecchia ripercorrendo il ponte, ma l'itinerario non è ancora completo senza una visita nell'entroterra.

Attraversato il ponte verso l'entroterra, ci si ritrova nel Borgo, progettato a fine Settecento, ma realizzato solo nel corso dell'Ottocento per venire incontro alla crescita demografica, insostenibile ormai per la città vecchia. Nessuno dei nuovi edifici si impone per la rilevanza architettonica, ma nel complesso questa "nuova Gallipoli", è armoniosa ed ordinata e si carica di luce nelle stellate sere d'estate.

 

Otranto 

Laghi Alimini, Cave di bauxite, Torre del Serpe 

Situati a pochi kilometri dalla città di Otranto, i Laghi Alimini, consistono in due bacini: Lago Fontanelle (Alimini Piccolo) e Alimini Grande. Il nome (“Alimini”), deriva da “Limne” termine usato dagli antichi greci per indicare il “lago”. Risorse naturalistiche fra le più suggestive del territorio salentino, questi laghi sono circondati da una fitta vegetazione composta da essenze tipiche della macchia mediterranea e di una rara erica pugliese. Continuando ad esplorare i gioielli del paesaggio naturalistico nei pressi di Otranto, non si può non restare affascinati dalla Cava di bauxite, che offre allo sguardo un’incantevole, inaspettata esplosione di colori dai toni accesi. E’ formata da rosse colline che, mille venature, danno vita ad uno splendido gioco di luci ed ombre.

La presenza di una falda sul fondo della cava ha creato un piccolo lago ricco di numerose piante acquatiche, punto di riferimento per varie specie animali. A poca distanza dalla cava, in località “L'Orte” s’incontra la Torre del Serpe, una torre cilindrica di cui si è conservata solo una parte, ed alla quale è legata una leggenda. La torre stessa con il serpente avvolto attorno rappresenta il simbolo di Otranto.

 

Itinerario culturale e storico a piedi alla scoperta della città vecchia di Otranto 

Entrando ad Otranto si sosta presso il parcheggio custodito sulla destra e ci si avvia verso la città vecchia di Otranto, percorrendo un tratto di lungomare. Imboccata via Vittorio Emanuele, si ha di fronte l’imponente porta di accesso al centro storico, la “porta terra”. Entrando si presenta la maestosa Porta Alfonsina.

Si prosegue per via A. d’Aragona e si svolta a destra per via Basilica. Sulla destra vi sino i resti di una casa-torre e più avanti, sulla sinistra, l’ingresso alla cripta della Cattedrale, l’ingresso laterale della stessa e, dirimpetto, l’imponente torre campanaria di impianto normanno. Si giunge così in piazza Basilica dominata dalla facciata della cattedrale, ricostruita dopo l’assedio turco del 1480.

L’edificio conserva un mosaico pavimentale del XII sec. tra i più importanti d’Europa, mentre la cripta reca colonne di spoglio di diverse epoche. Dopo aver visitato la Cattedrale e il vicino museo diocesano, si attraversa via Castello che porta di fronte al poderoso castello aragonese, ricostruito e potenziato nel XVI sec. Si prosegue verso la Cortina dei Pelasgi nei cui pressi si trova la piccola basilica di S. Pietro (IX- X sec), cuore religioso di Otranto in età bizantina. Si prosegue per via Scupoli, via De Ferraris e via Melorio per giungere così al Lungomare degli Eroi, dal quale si godono i riflessi di smeraldo del mare. Si torna verso i giardini pubblici.

 

Nella terra dei martiri di Otranto 

Otranto, la città più orientale d’Italia, nel corso della storia ha sempre mantenuto un ruolo importantissimo per gli scambi commerciali e culturali con l’Oriente e i paesi prospicienti il Mediterraneo, ricevendone altresì la ricca influenza artistica e culturale.

Otranto ha conservato e coltivato nei secoli un suo mito che nasce dalla storia: il mito dei suoi “martiri”, degli ottocento otrantini che nel 1480, aggrediti dai turchi, difesero fede e patria col sacrificio della vita, conquistando non solo vasta fama nelle cronache del tempo, ma soprattutto imprimendo la memoria del martirio nella tradizione del loro popolo che ogni anno li celebra e ne rinnova il ricordo.

Luogo di incontro: Parcheggio Porto
Percorso dell'itinerario turistico: centro storico caratterizzato da vicoli e scalette che si collegano al corso principale ricco di negozi e botteghe di artigianato e souvenir; Basilica di San Pietro: antica chiesa di rito greco, custode di affreschi bizantini; Cattedrale Normanna: monumento costruito dai Normanni nel XI° secolo, ospita il famoso mosaico pavimentale del XII°, tra i più importanti in Europa, e le reliquie degli 800 otrantini decapitati dai turchi. Sotto la cattedrale la Cripta, ricca di colonne e capitelli di diversi stili; Castello Aragonese: ricostruito e potenziato da Alfonso d’Aragona, dopo la cacciata dei turchi nel 1482.

 

Finis Terrae 

Leuca 

Santa Maria di Leuca

 

Grecìa Salentina